Il Progetto Sociale

KORE DE ALCATRAZ: un progetto per il reinserimento lavorativo e sociale di persone vulnerabili e donne sopravvissute alla violenza, nella cornice unica della Libera Repubblica di Alcatraz, in Umbria, con il Patrocinio del Comune di Gubbio e del Comune di Perugia.

Il Contesto in cui nasce Kore de Alcatraz
Da 45 anni la Libera Repubblica di Alcatraz (comune di Gubbio), fondata alla fine degli anni ’70 da Jacopo Fo, insieme ai genitori Franca Rame e Dario Fo, rappresenta un polo di promozione artistica, culturale, sociale e ambientale attraverso iniziative di portata nazionale e internazionale. La Fondazione Dario Fo e Franca Rame, fondata ad Alcatraz nel 2019, ha iniziato a capitalizzare su tale eredità culturale e sulle sinergie createsi nel territorio in rete con associazioni, enti pubblici, aziende e artisti con l’obiettivo di mantenere la memoria di Dario Fo e di Franca Rame attraverso iniziative di promozione culturale e di solidarietà coerenti con il pensiero, la vita e i valori dei due grandi artisti.

Nel 2021, a seguito dello scoppio della guerra in Ucraina, la Fondazione Fo Rame ha promosso il primo esperimento di accoglienza presso Alcatraz ospitando 26 persone (donne e bambini) in fuga dalla guerra. Da questa esperienza è nata l’idea di trasformare la Libera Repubblica di Alcatraz in un progetto di accoglienza e reinserimento lavorativo destinato a donne sopravvissute alla violenza e ai loro figli.

Il Progetto KORE de Alcatraz nasce dalla collaborazione e dalla solida esperienza di partner quali la Fondazione Fo Rame, KORE srl no profit e la Fondazione Corte delle Madri e vuole proporsi come esempio di sostenibilità e di promozione sociale, culturale ed ambientale, unendo iniziative di inclusione sociale ad attività di preservazione ambientale e di valorizzazione del territorio, delle sue risorse e degli attori presenti. Facendo tesoro dell’eredità di Franca Rame e delle sue battaglie d’informazione e d’impegno civile, il progetto si concentra sulle donne, sulla loro resilienza all’abuso e alla violenza e sulla capacità di essere portatrici di cambiamento positivo all’interno del nucleo familiare e a livello comunitario.

Analisi dei bisogni

In Italia, la violenza di genere rappresenta una grave emergenza sociale, con profonde implicazioni per le donne che ne sono vittime. In Umbria, il riconoscimento del fenomeno del maltrattamento e della violenza di genere è relativamente recente, così come lo sono l’attivazione di percorsi di sensibilizzazione e il monitoraggio del fenomeno sul territorio. L’apertura dei primi Centri Antiviolenza risale al 2013 quando alcune specialiste e volontarie, spinte dall’enorme richiesta di aiuto proveniente dal territorio, grazie al progetto “Umbria Antiviolenza” hanno aperto i primi due centri residenziali, uno a Perugia e uno a Terni. Dalla spinta sinergica del lavoro di rete delle volontarie con i servizi sociosanitari, enti, forze dell’ordine, ordini professionali, servizi sociali etc. sono nate le associazioni Libera…mente Donna, Forum Donne Amelia, Albero di Antonia e Casa delle donne, oggi principali riferimenti sul territorio. Pur in mancanza di statistiche a supporto, le testimonianze degli enti coinvolti nel progetto confermano che in Umbria esistono tradizioni e valori culturali che promuovono la disuguaglianza e la discriminazione di genere, contribuendo a creare un ambiente in cui la violenza di genere prospera e in cui purtroppo viene ancora accettata all’interno delle famiglie. Le norme culturali e gli stereotipi di genere giocano, anche in questa regione, un ruolo significativo nella perpetuazione della violenza di genere.

Oltre a fronteggiare ostacoli di tipo pratico (accesso ai servizi, difficoltà di spostamento, barriere linguistiche per le donne migranti, ecc.), le donne che sopravvivono alla violenza devono affrontare altre numerose difficoltà. Spesso si trovano in una condizione di forte vulnerabilità, legata alla paura di ritorsioni, alla dipendenza economica dall’autore della violenza, all’isolamento sociale e a un senso di colpa indotto da una cultura ancora impregnata di stereotipi sessisti.

1. Obiettivo Generale

Contribuire alla riduzione della marginalizzazione sociale ed economica delle donne sopravvissute alla violenza di genere promuovendo la loro autonomia e partecipazione attiva nella società in un contesto protetto e con un approccio olistico che integra accoglienza, empowerment, sostenibilità ambientale, e cultura della pace e del rispetto della parità di genere.

Kore de Alcatraz si propone di supportare i CAV nella fase finale del percorso di uscita dalla violenza delle donne ponendosi come una risorsa pratica e sostenibile, lontano da una logica assistenzialista, per fronteggiare ostacoli di tipo pratico (emergenza abitativa, difficoltà di inserimento lavorativo, gestione delle problematiche come nucleo monogenitoriale, difficoltà di inserimento sociale dei figli, ecc.).

2. Obiettivo Specifico

  1. Creare percorsi di autonomia per donne sopravvissute alla violenza di genere partendo dalla formazione lavorativa specializzata seguita da un immediato inserimento lavorativo protetto presso la Libera Repubblica di Alcatraz.
  2. Nel caso di presenza di minori, a loro volta vittime di violenza assistita e/o diretta, supportare le beneficiarie del progetto nella gestione del nucleo familiare, costruire un percorso che faciliti la riconquista di una normalità per tutti i componenti del nucleo mono-genitoriale.
  3. Facilitare l’inserimento socio-lavorativo di donne sopravvissute alla violenza di genere creando una rete di opportunità lavorative nei settori: turistico, culturale, agricolo, erboristico e sartoriale in tutto il territorio regionale.

3. Risultati Attesi nei primi due anni dall’avvio del progetto

  • Almeno 20 donne sopravvissute alla violenza di genere completano con successo percorsi di formazione professionale nei settori di azione del progetto e beneficiano di un inserimento lavorativo protetto per un periodo di 12 mesi. Creare una dinamica di rotazione e temporaneità propria del percorso di autonomia con l’obbiettivo che le beneficiarie inserite nel programma riescano entro 12/24 mesi a essere autonome e a conquistare un posto di lavoro all’interno delle aziende che lavorano nei settori di azione del progetto.
  • Almeno 20 donne sopravvissute alla violenza e gli eventuali minori parte del loro nucleo familiare hanno accesso a un alloggio sicuro e ai servizi disponibili nel territorio (sanitari, legali, sociali) per un periodo di 12 mesi.
  • Almeno 20 donne sopravvissute alla violenza beneficiano di orientamento pratico, mentoring e di supporto emotivo, relazionale e motivazionale per un periodo di 12 mesi.
  • Almeno 15 donne tra le partecipanti ai corsi ottengono un impiego stabile presso aziende e strutture che operano nel territorio nazionale nei settori di azione del progetto.

4. Attività Principali

Selezione delle beneficiarie

Il primo gruppo di beneficiarie del progetto è identificato in collaborazione con Fondazione Corte delle Madri con sede a Pavia, KORE srl no profit con sede a Roma e i CAV umbri (Libera..Mente Donna, Forum Donne Amelia), oltre a potenziali segnalazioni provenienti da altri partner nazionali.
Le beneficiarie sono identificate sulla base di criteri concordati congiuntamente quali:

  • La valutazione positiva dei CAV sullo stato psico-fisico delle potenziali beneficiarie e sul completamento con successo del percorso di uscita dalla violenza;
  • Qualora, al momento della selezione, fossero originarie da fuori provincia, la disponibilità e la volontà delle potenziali beneficiarie a spostare la loro dimora presso la Frazione di Santa Cristina o zone limitrofe.
  • Le condizioni di emergenza abitativa e la presenza di figli minori a carico.

Al fine di garantire una selezione trasparente e una decisione informata da parte delle beneficiarie, sono previsti dei colloqui in presenza ad Alcatraz, e una visita accompagnata della zona, dell’azienda e delle unità abitative a disposizione del progetto.

Le procedure di identificazione, selezione e accoglienza delle beneficiarie sono regolate da un protocollo interno stipulato congiuntamente dai partner del progetto.

Implementazione di corsi di formazione professionale in ambiti quali attività agricole specializzate, gestione ospitalita ricettiva, ristorazione, organizzazione di eventi culturali, gestione di attività ricreative e sartoria sociale.

Le attività di ricezione, ristorazione e culturali, così come l’azienda agricola e la fattoria sociale, che si svilupperanno presso la Libera Università di Alcatraz, offriranno alle beneficiarie una formazione, della durata massima prevista di 12 mesi, e un impiego remunerato, dal loro arrivo al completamento del percorso di autonomia. I profili previsti includono: cuoca, aiuto cuoca, barista, addetta alla sala/hospitality, accoglienza e promozione eventi, addetta alla coltivazione e raccolta delle erbe aromatiche, addetta alla coltivazione e raccolta delle piante ortive, addetta alla gestione degli olivi (potatura, mantenimento e raccolta), addetta alla manutenzione, e operatrice della sartoria sociale.

I percorsi formativi e lavorativi attivati nel progetto sono i seguenti:

Assistenza abitativa e collegamento con i servizi di base del territorio

Nell’obiettivo di garantire la dignità e il rispetto della privacy delle beneficiarie e dei loro figli, la Cooperativa sociale Kore de Alcatraz ha provveduto a stipulare degli accordi per la locazione di appartamenti situati a pochi chilometri da Alcatraz.

Gli appartamenti, ad indirizzo protetto e gestiti dalla Cooperativa, garantiscono la capacità di accogliere fino a 10 beneficiarie insieme ai loro figli. Tale inserimento abitativo permetterà di rispettare le necessità delle beneficiarie e di facilitare la vita quotidiana grazie alla vicinanza con altre famiglie con bambini e alla prossimità con il luogo di lavoro.

Le esigenze dei bambini delle donne beneficiarie saranno rispettate grazie alla presenza di una scuola di riferimento a 20 Km dall’abitazione, di un’offerta ampia di attività sportive e di servizi comunali efficienti per il trasporto scolastico. Al di fuori degli orari scolastici i bambini potranno usufruire di spazi esterni dove poter giocare in sicurezza e delle attività per bambini organizzate quando la scuola è chiusa grazie all’aiuto dei volontari che da anni appoggiano il lavoro della Libera Repubblica di Alcatraz.